Aurora: quando cambiare vuol dire ritornare

Aurora non rispecchia l’immaginario stereotipato delle ragazze venute dall’Est in cerca di lavoro.  È una donna colta laureata in economia e commercio, nel suo Paese aveva un lavoro e una vita stabile.

Ma la vita non è stabilità, è cambiamento. Aurora si è sposata e il marito l’ha convinta a lasciare il lavoro e trasferirsi per iniziare una nuova vita in Italia, dove è nato il loro bambino. La sua vita svolta nuovamente, anche se non come aveva previsto: l’uomo che ha sposato si rivela violento, tanto che giunge il giorno in cui arrivarono i Carabinieri.  

Un altro cambiamento. Accolta dai servizi sociali per 17 mesi, è giunta infine a Casa Betania. È qui che la vita di Aurora cambia nuovamente e si intreccia con quella delle altre madri del progetto Augeo.

In principio si era detta scettica di Augeo: non voleva “essere formata e continuare a pulire le case”, dice. Si trattava del lavoro che aveva svolto per mantenere lei e il bambino, ma se doveva impegnarsi in un qualcosa così grande, lo avrebbe fatto con la speranza di trovare un lavoro diverso.
Inizia un ennesimo capitolo della sua vita in un modo in cui non credeva fino in fondo, nello stesso modo in cui cominciano le altre partecipanti al progetto: con colloqui individuali per conoscersi, raccontare le proprie esperienze, possibilità ed ambizioni.

Si rivelano 10 giorni fondamentali, dove la paura svanisce e Aurora getta i semi che la porteranno dove è ora.
Nel periodo successivo lavora assieme alla psicologa orientatrice al lavoro, al fine di arrivare ad un bilancio di competenze e creare un profilo utilizzabile sul lavoro. Intelligente e studiosa, riesce a lavorare particolarmente bene in aula, in particolare con le schede autobiografiche, utili per autoriflessioni e successivamente si distingue sia per il lavoro di gruppo che individuale.

Viene immediatamente scelta per un tirocinio di 3 mesi presso uno studio di commercialisti. Per 20 ore a settimana si occupa di bilanci, buste paga, contributi… è la prima volta che riprende in mano il suo vecchio lavoro invece di fare le pulizie.

“Ho capito che ce la faccio ancora a lavorare bene. Non ho più paura”.

Nel frattempo, continua anche con i lavoretti saltuari per pagare le spese, con l’attività di mamma e con lo studio dell’italiano (che ha sempre parlato, ma che adesso deve utilizzare anche per scritto).
Il figlio ha ormai 3 anni quando la vita di Aurora prende un’ulteriore svolta: un secondo tirocinio come segretaria di un’azienda, ma questa volta trovato con le sue sole forze, grazie alle esperienze accumulate e alle capacità apprese.
Nel frattempo continua a fare colloqui, sempre come contabile o segretaria e a portare avanti più lavori. La luce è arrivata ma quel che voleva vedere, ancora no. Ora il sogno per il futuro non è più un ennesimo tirocinio, ma qualcosa di più: la stabilità.
Quella stessa stabilità da cui aveva avuto inizio la sua storia.

Vive da sola, in un appartamento in affitto per il quale Augeo ha fatto da garante iniziale. L’ultimo passo che le manca da compiere è ottenere un contratto di lavoro più stabile.

“Io sono ancora capace di lavorare con un imprenditore. È questa consapevolezza la vittoria più grande che ho ottenuto con Augeo. Da quest’esperienza ho capito che sono ancora utile sul lavoro.”

 

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