Maya: scommettere che chi è senza un passato possa avere un futuro

La storia di Maya è quella di una scommessa. Una scommessa contro tutti i pronostici. Una scommessa vinta. È stata una sposa bambina, portata in Italia dal marito, il quale l’ha condannata ad una vita molto faticosa e con limitati rapporti umani e scambi interpersonali.

Segnalata ai servizi sociali, è entrata con i 3 figli nella rete delle case famiglia. È qui che un operatore, notando la sua immensa voglia di riscatto, l’ha indirizzata verso Augeo. Quando ha iniziato il suo percorso all’interno del progetto, gli ostacoli da superare erano nel rapporto con gli altri. Non solo perché Maya conosceva pochissime parole di italiano e parlava perlopiù in inglese, ma perché anche quando poteva esprimersi, non era minimamente abituata a farlo.

“All’inizio ascoltavo tanto, ma non parlavo quasi per nulla. Preferivo ascoltare cosa avevano da dire le altre, ma non mi aprivo mai.” Le difficoltà si erano viste già nel corso dei colloqui individuali: ha dovuto guardare in faccia la propria storia personale, l’assenza di qualunque esperienza di lavoro. Sapeva solo cosa voleva: imparare a cucinare.

Si ricorderà di tutta la strada fatta sia al banco di cucina che verso la sicurezza nei rapporti con gli altri, quando, mesi dopo, porterà un dolce ad Augeo per guardarlo mangiare con gusto da tutte le altre. Un ricordo che le genera ancora tanta emozione.

Pensare che all’inizio le difficoltà maggiori al corso erano da dove partire per cercare lavoro, come affrontare un colloquio, con che abiti, con che comportamento… Ovvietà per molti, un mondo da scoprire per la giovane Maya. “Mi ha aiutato tantissimo. Ora riesco a comunicare grazie all’aiuto che mi hanno dato. All’inizio è stato tutto incredibilmente nuovo, ma mi hanno fatto sentire che era facile; devo ringraziarli perché nessuno era mai stato così tanto dolce, anzi io proprio non conoscevo così tanta gente, non avevo amici quando ero con il mio ex-marito, non parlavo con nessuno”. Così il progetto andava avanti e lei con esso. Imparava l’italiano guardando i cartoni animati con i figli, seguiva i corsi di Augeo e la sera si esercitava con la lingua. Poi finalmente la scommessa comincia a dare i suoi frutti.

Il tirocinio di Maya è stato in una mensa aziendale. Ha cominciato con il servizio ai tavoli e poi alle pulizie, ma il suo obiettivo era un altro. Ha chiesto che le venisse insegnato anche come sbucciare e tagliare la frutta per fare delle decorazioni. E avanti così, per arrivare ad affiancare le cuoche in cucina.

“È un sogno avere un lavoro!”

“Ho fatto così tanti giri. Mille e più volte ho lasciato il mio numero e ho capito quanto è difficile trovare un posto. Sono cresciuta molto”. Oggi la cucina non è più solo un sogno. Il contratto le è stato rinnovato ancora per altri 6 mesi e adesso è lei ad occuparsi di tagliare la frutta per 150 piatti al giorno o di intagliarla per dolci e decorazioni. Vive in quello che si definisce un “regime di semi-autonomia”, in un appartamento vero ma con un’altra madre con cui divide le spese a metà. Sono tutti elementi di una quotidianità straordinaria, ma è proprio la normalità di questi rapporti ad essere eccezionale, per una ragazza vissuta sempre isolata dal mondo.

Oggi, grazie al lavoro dei professionisti di Augeo, ma soprattutto grazie al suo impegno personale, Maya ha tutto ciò che non aveva mai osato desiderare: un lavoro che ama, una famiglia felice e tante persone che le vogliono bene.

“Mi piace tantissimo questo lavoro perché mi trattano tutti molto bene. Non mi accorgo del tempo che passa. Sul lavoro è come con la famiglia, c’è la fiducia, la pazienza e l’impegno”.

 

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